Appunti dalla Mostra sui Tarocchi

Breve storia dei Tarocchi (seconda parte)
IL SETTECENTO
I TAROCCHI SI DIFFONDONO IN ITALIA E IN EUROPA
Alla produzione italiana dei mazzi si affianca una massiccia produzione europea e soprattutto francese. Il Piemonte è il collegamento tra Italia e oltralpe
In Italia prosegue la realizzazione di mazzi originali di squisita fattura: le diverse tradizioni coesistono e fanno a gara a chi produce i mazzi più belli. L’influenza dei mazzi francesi si diffonde nel resto dell’Europa e anche in Italia. In Piemonte, la prima fabbrica di Tarocchi viene fondata da Giuseppe Ottone a Serravalle, in provincia di Vercelli, nel 1736. Nasce nel 1761 la Fabrique Royale di Torino, voluta da Re Carlo Emanuele III.
LE VARIANTI REGIONALI: TAROCCHINO E MINCHIATA
Se a Bologna si usa togliere alcune carte, per creare mazzi più snelli e facili alla “presa”, a Firenze se ne aggiungono per rendere il gioco più coinvolgente
Privo delle carte dal due al cinque, il Tarocchino di 62 carte è una variante nata a Bologna che sopravvive ancora oggi. La Minchiata (in dialetto toscano significa “sciocchezza” o “cosa inutile”) è la variante toscana con un mazzo di 97 carte: i Trionfi arrivano a 41 con 19 immagini ispirate all’astrologia.

LE VARIANTI EUROPEE
Il gioco dei Tarocchi si diffonde e assume regole differenti nei diversi Paesi; i fabbricanti di carte ampliano la produzione realizzando nuovi tipi di mazzi
In Europa nascono e si sviluppano tradizioni locali che propongono modelli iconografici unici o di influenza italiana. Ogni nazione ha le proprie regole del gioco e i mazzi vengono costruiti in funzione di questo. Le guerre napoleoniche contribuiscono, tuttavia, a diffondere Tarocchi in stile francese in tutta l’Europa continentale.
I TAROCCHI MARSIGLIESI
IN FRANCIA SI CREA UN MAZZO DI RIFERIMENTO
Il modello iconografico di stile francese viene oggi chiamato “di Marsiglia” per la città che ne fu il principale centro di produzione
Dalla metà del ‘600 fino alla fine dell’800 i Marsigliesi si imposero come riferimento per i fabbricanti, per i giocatori e successivamente per gli esoteristi. Nonostante il nome, i Tarocchi Marsigliesi sono prodotti non solo in Francia, ma anche in Svizzera, Belgio, Germania e Italia settentrionale. Dal momento della sua prima realizzazione, il modello marsigliese ha mantenuto quasi intatta la propria struttura.

L’OTTOCENTO
LA NASCITA DEI MAZZI MODERNI
Nuove tecniche di stampa migliorano la qualità dei mazzi. I Tarocchi si diffondono non solo come gioco, ma anche come oggetti da collezione e strumenti esoterici
I mazzi realizzati in Francia, o in stile francese, sono senza dubbio i più diffusi. In Germania e in Austria vengono creati nuovi tipi di carte, spesso decorate con elementi di fantasia. In Italia, a Bologna e a Firenze si continua a giocare con il Tarocchino e la Minchiata; in Piemonte e in Lombardia prosegue una tradizione locale che regala opere uniche e straordinarie.
DAL PIEMONTE UN NUOVO MODELLO
Alla fine dell’800 Giovanni Vacchetta realizza a Torino il primo mazzo in cui tutte le 78 carte sono illustrate con scene figurate
Le 56 carte numerali del maestro cuneese Vacchetta (1863-1940) sono una vera innovazione, con personaggi e simboli che recuperano il gusto rinascimentale. La sua visione, tuttavia, è solo estetica e non segue la nuova moda che lega i Tarocchi alla divinazione o all’esoterismo.
IL NOVECENTO
IL RESTAURO DEI MODELLI ANTICHI E I NUOVI MAZZI MARSIGLIESI
Il recupero della tradizione, la conservazione del canone e la ricerca della modernità coesistono nei Tarocchi di Marsiglia
I Marsigliesi diventano la base di un sistema esoterico e magico. I creatori dei nuovi mazzi ne modificano il canone secondo le loro personali prospettive. In alcuni casi, l’intento dichiarato è quello di ripristinare i Tarocchi di Marsiglia “originali”, in altri è di modificare il mazzo avvicinandolo alla cultura moderna. Paul Marteau, nel 1930, usa per la prima volta il termine “di Marsiglia” per riferirsi a queste carte.
TAROCCHI WAITE-SMITH
NASCONO I TAROCCHI MODERNI
Arthur Edward Waite e Pamela Colman Smith realizzano insieme il mazzo ora più usato al mondo, in cui gli Arcani Minori sono illustrati con scene legate al loro significato
Waite (1857-1942) ha l’innovativa intuizione di realizzare degli Arcani Minori figurati. Con l’aiuto dell’illustratrice Pamela Smith (1878-1951) traduce il simbolismo astratto delle 40 carte numerali in scene immediatamente comprensibili: da lì in poi i Tarocchi non sarebbero più stati gli stessi.
LA PRIMA EDIZIONE DEL MAZZO PIU’ FAMOSO AL MONDO: LONDRA, 1909
Stampato dall’editore Rider di Londra per la prima volta nel dicembre 1909, il mazzo Waite-Smith (anche noto come Tarocchi Rider-Waite) era accompagnato dal volume “Pictorial Key to the Tarot” (La Chiave Pittorica dei Tarocchi).

VERSO IL DUEMILA
OGGETTI D’ARTE E CARTE PER DIVERTIRSI
L’aspetto divinatorio ed esoterico non è l’unico motivo per cui vengono realizzati nuovi mazzi di Tarocchi
Mentre in Francia domina il modello marsigliese e in Inghilterra si sviluppa una nuova scuola esoterica, nel resto dell’Europa i Tarocchi rimangono legati all’estetica e al gioco. Si creano mazzi totalmente differenti, alcuni legati alle correnti artistiche, altri squisitamente funzionali alle regole per giocare.
I TAROCCHI ABBRACCIANO LA MOLTEPLICITA’
I Tarocchi vivono un nuovo Rinascimento: prendono ispirazione dalla psicologia, dalle diverse correnti spirituali, dalle filosofie orientali; diventano globali
Dall’Inghilterra, negli anni ’30 arrivano negli Stati Uniti, dove hanno uno straordinario sviluppo. Coinvolgono molti ambiti del sapere, tra cui scienza, metafisica, arte e psicologia. Con il millennio si diffondono in Russia, Cina e in altri Paesi. La tradizione italiana, grazie al Piemonte, ritorna in primo piano a livello mondiale.






