«La luce può esistere solo se esiste il buio; perché odiare il buio, allora? Senza il buio non esisterebbe la luce: per questo, chi ama la luce e odia il buio si trova in un dilemma; non sa cosa sta facendo. Il santo può esistere unicamente perché c’è il peccatore. Per questo il Buddha dice di non odiare il peccatore: rende possibile l’esistenza del santo, sono le due facce della stessa medaglia. Accettiamo entrambe le cose come elementi essenziali della vita. Solo attraverso questa accettazione è possibile una trasformazione.

E prima di poter trasformare la sofferenza, devi diventare un testimone: questo è il terzo punto. Il primo: non opporre resistenza al male. Il secondo: ricorda che gli opposti non sono opposti ma complementari, inevitabilmente uniti, per cui non esiste alcuna scelta; resta in uno stato di non-scelta. Il terzo: sii un testimone, perché se sei testimone della tua sofferenza, potrai assorbirla; se ti identifichi, non sarai in grado di assorbirla. Quando diventi testimone, nasce una grande distanza, e solo in quell’osservazione consapevole puoi acquisire la capacità di trasformare il metallo vile in oro; solo in quell’essere testimone puoi diventare uno scienziato del mondo interiore, un osservatore distaccato.

Ora sai che gli opposti non sono opposti, quindi possono essere trasformati l’uno nell’altro. Non si tratta più di eliminare il male dal mondo, ma di trasformare il male in un beneficio: trasformare il veleno in nettare.»