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«L'unica maniera per essere veramente in sintonia con l'esistenza è essere creativi. Mentre stai creando qualcosa, qualsiasi cosa sia, stai partecipando all'esistenza. Non ne sei più separato; di fatto tu scompari e l'esistenza comincia a creare attraverso di te. E se riesci ad afferrare quei momenti, se diventi consapevole di quei rari momenti in cui non c'è ego e creare fluisce semplicemente attraverso di te, in quel caso la creatività diventa meditativa.
Ogni persona creativa conosce quei momenti, ma in modo vago. I poeti sanno che ci sono dei momenti in cui la poesia semplicemente fluisce; non potresti fermarla nemmeno volendo. E ci sono momenti in cui sei del tutto prosciugato: periodi di siccità in cui vorresti creare qualcosa, ma non arriva niente. E più sforzi fai, minore è la possibilità di riuscita... perchè sforzo significa unicamente sforzo dell'ego. La creatività accade solo quando l'ego è assente, quando sei rilassato, in uno stato di profondo riposo, quando non c'è alcun desiderio di fare qualcosa. All'improvviso vieni afferrato: una forza sconosciuta ti sopraffà, s'impadronisce di te. Questa è proprio la parola giusta: sei posseduto. Quando la creatività e la meditazione si incontrano, sei arrivato a casa; il viaggio è completo.
La pulsione che spinge a creare è un segno della presenza del divino in te: hai ricevuto il primo messaggio, la prima vibrazione cosmica ti ha raggiunto. E' l'inizio, ed è la nascita della vera preghiera; segui quel richiamo! Non importa cosa crei, sii creativo! In quella stessa creatività qualcosa inizia ad accadere, qualcosa che non è di questo mondo. Quando crei, sei perso nella tua creazione. La danza esiste veramente quando colui che danza non esiste più. Se il danzatore è ancora presente, allora non si tratta di un atto creativo; al massimo potrà essere un'abilità: sarà presente il professionista, ma non il danzatore. Infatti, il danzatore resta in uno stato di non conoscenza: dimentica la sua abilità, dimentica la tecnica e tutto ciò che ha imparato, dimentica se stesso... è del tutto dimentico di sé. Non può neppure dire: “Sono io che danzo”, può solo dire: “Il divino ha preso possesso di me: Dio danza in me. Sono una canna di bambù e Dio sta cantando, mi ha reso un flauto”. Ebbene, solo colui che crea giunge a conoscere Dio.»
Immagini e testi tratti da:
Osho - “I Tarocchi nello spirito dello Zen”
Ed. Lo Scarabeo - 2011
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